Entries by Jacopo Ratini

Il Settimo Senso [Vedo la Gente Stupida] (J. Ratini)

 
Dialogo fra me e il bambino del Sesto senso
 
– Vedo la gente stupida!
– Ma non vedevi la gente morta?
– Sì, ma ora vedo solo la Gente Stupida… è ovunque.
– Ti capisco, capita spesso anche a me.
– Ho paura! Mi vogliono prendere e portare via con loro.
– E dove ti vogliono portare?
– In fila da Trony, al centro commerciale…
– Per i regali di Natale?
– No, per il fine settimana… Mi vogliono costringere a passare i sabato e le   domeniche lì dentro. Ho gli attacchi di panico!
– Hai provato a usare lo Xanax?
– No.
– Due compresse da 0,50 mg: una la mattina e una la sera prima di dormire. È una bomba.
– Lo proverò. Sai, preferivo la gente morta.
– Ti capisco perfettamente. Non hanno obiettivi… non hanno inventiva… sono ipnotizzati…
– Paradossalmente i morti sono più vivi. Sono un po’ bruttarelli è vero, ma sono più simpatici, non hanno problemi di botox, di peso, di mutui, di case, di divorzi… E poi non guardano Uomini e donne e il Grande fratello….

La donna con la scimmia al guinzaglio (J. Ratini)

Era il 25 Dicembre di un anno qualunque.
Ero di ritorno dalla classica abbuffata natalizia a casa di mia zia.
Parcheggiai l’auto sotto casa e decisi di fare due passi per smaltire i postumi del ricco pranzo.
Cominciai a camminare.
Mi accesi una sigaretta.
Tutti quegli addobbi, quelle luci abbaglianti, quelle stelle comete, quei babbo natale che volevano comunicarmi festa, che senso avevano?
Si parlava in maniera incessante di crisi da qualche mese, quindi non mi sembrava ci fosse troppo da festeggiare.
I notiziari dicevano che la nazione era alla bancarotta, che la gente era in rosso. Eppure qualcuno doveva averli questi benedetti soldi!
Tutto l’affanno legato ai regali, ai pacchi che c’era stato nei giorni trascorsi, non mi era apparso diverso da quello degli anni passati.
La gente aveva speso, comprato, mangiato, riempito i ristoranti, organizzato feste e viaggi.
Non sembrava avesse badato a spese eppure tutti si lamentavano che c’era crisi.
Qualcosa non mi quadrava….

Pedoni (J. Ratini)

Sono preoccupato.
Mi preoccupano i pedoni.
La loro enorme voglia di suicidarsi mi spaventa.
Gente che attraversa la strada con una spavalderia ai limiti della follia.
Invasati: negli occhi hanno una spocchia che non saprei spiegare.
Una scheggia impazzita sembra essersi insinuata nelle loro teste.
Persone arroganti, sfrontate, convinte che, qualora avvenisse la collisione, ci rimetterebbe solo la carrozzeria dell’automobile e non la loro pelle, i loro volti, i loro occhi, le loro ossa, le loro articolazioni, le loro gambe, i loro piedi, le loro mani, no… solo la carrozzeria del veicolo senza colpa.
Pedoni che se ne fregano dei semafori….

E’ inevitabile (J. Ratini)

Una figa è una figa e, quando passa, perché non guardarla?!?
Puoi essere ultra fedele, ciecamente innamorato, puoi avere al dito una fede pesante come piombo, cinquanta figli a carico, paraocchi, paralumi…
Ma quando passa una figa guardarla è inevitabile.
E’ da ipocriti.
Perché non farlo?
Perché dovresti privarti di una cosa così bella, così naturale?
E’ come evitare di guardare un’opera d’arte.
[Perché una figa è un’opera d’arte]…

Come volevano farmi diventare stupido (J. Ratini)

  
Volevano farmi diventare stupido.
Hanno organizzato tutto con il massimo scrupolo,
in maniera apparentemente normale,
in modo che nessuno se ne accorgesse.
Volevano appiattire il mio livello culturale, per manipolare la mia intelligenza e plasmarla in base alle loro esigenze. (di business e di mercato).
A un certo punto si sono inventati che la gente voleva cose poco impegnative
e che quindi loro si dovevano adeguare alle richieste degli utenti.
Hanno reso stupida un’intera generazione di giovani,
deriso quella degli anziani  e hanno fatto sentire inadeguata,
perché troppo esigente, una fetta di popolazione che voleva pensare,
riflettere e mantenere attivo il cervello.
Volevano costringerci a spengere il cervello….

T’amo (J. Ratini)

 
T’amo!
Sì, t’amo!
Hai capito bene, ce l’ho con te…
e mica poco, tanto t’amo.
Mi chiedi quanto?
Ti risponderò come.
T’amo come Bologna, Firenze, Milano.
Anzi facciamo come Roma, che è più grande e rende meglio l’idea.
Ma io t’amo ancora più di Roma: due Roma.
Io t’amo in lungo, in largo, in alto, in orizzontale, in verticale, in diagonale.
T’amo in chili, in litri, in ettari, in chilometri.
T’amo in autostrade: in A24, in A14, in Autostrada del Sole, in Salerno-Reggio Calabria.
“Ma è brutta!”, mi dirai.
“Sì, ma è lunga e duratura”, ti risponderò.
T’amo a due, a tre, a quattro corsie di marcia….