Muiono Giovani (J. Ratini)

PROLOGO (NELLA MENTE MALATA DELL’ARTISTA INCOMPRESO).

Muoiono giovani!
Per diventare famosi gli artisti devono morire giovani.
Ventisette anni è l’età giusta, dopo cominciano ad essere troppo maturi, meno belli.           
Vedi Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse.
Tutti morti a Ventisette anni. L’età giusta.
Farsi da parte prima che il tempo lo faccia al tuo posto.
Casualità?  Macché, tecnica di marketing….

Quindici anni (J. Ratini)

Avevo quindici anni e tutta la vita davanti ma quando il test di gravidanza si colorò di blu, capii subito che qualcosa sarebbe cambiato.
Un colore, un semplice colore, che avevo sempre ignorato o guardato con estrema superficialità e distacco, mi comunicava che la vita sarebbe mutata in maniera irreversibile.
L’istante in cui le due barrette si sono tinte di quella maledetta sfumatura blu, ho cominciato a pensare che nulla avrebbe avuto più senso se non fuggire via lontano o addirittura togliersi la vita.
Tutti i miei sogni: laurearmi, specializzarmi, diventare un medico affermato svanirono in un istante, riatterrando, a brandelli, su un pianeta che non aveva la benché minima somiglianza con quello che avevo conosciuto soltanto il giorno prima.
Mi guardai allo specchio, alzai la maglietta, mi accarezzai la pancia e provai a immaginarmi mamma. Ma non ci riuscii….

Questione di coraggio (J. Ratini)

È solo questione di coraggio.
O ce l’hai o non ce l’hai.
Non prendi certe strade, non fai alcune scelte, perdi dei treni importanti, forse unici.
Ti giochi l’occasione di essere diverso: volti le spalle al bivio e ritorni indietro, senza sapere cosa hai lasciato, ciò che hai perduto, probabilmente, per sempre.
È questione di coraggio.
Perdi l’ennesima opportunità per essere ciò che vorresti ma che non hai la curiosità di approfondire.
Ti manca l’audacia di liberarti dalla mediocrità che ti va stretta e t’incatena.
Basterebbe poco, lo sai.
Basterebbe la voglia di trovare la forza per dimostrare a te stesso e al mondo che esisti, che sei vivo, che sei uno dei tanti eppure diverso, unico, speciale.
È questione di coraggio.
Il coraggio di inseguire un sogno, una passione o semplicemente quel piccolo desiderio che ti fa brillare gli occhi e pulsare il cuore….

L’importanza delle piccole cose (J. Ratini)

La mia vita è mia… ora.
Il mio tempo è mio… adesso.
Spesso mi dimentico che il mio tempo è solamente mio e di nessun altro.
Più volte mi sono ripromesso di non correre, di non affannarmi, di non farmi governare dai giorni e dalla vita che passano.
Di non essere solo spettatore ma anche e soprattutto attore e interprete del mio tempo.
Perché il mio tempo è mio… solamente mio.
Come la mia vita.
E’ una ed unica, per questo la devo e la voglio vivere ogni giorno da protagonista.
A volte mi dimentico l’importanza delle piccole cose, quei piccoli gesti quotidiani che rendono l’esistenza importante e speciale….

La catena alimentare del cuore (J. Ratini)

Sei come il fumo di una sigaretta che forma una nuvola
e, rapidamente, si dissolve nell’aria di questa stanza.
Tu, col tuo fare stroboscopio: vieni, prendi e vai.
Mi guardi negli occhi solo il tempo necessario per non innamorarti.
Sai quanto puoi dare e fin dove vuoi arrivare.
Hai esplorato il limite fino a farti male.
Hai già conosciuto il dolore e non aspetti un’altra sua visita.
Sei un fulmine nel mio cielo sereno.
Arrivi quando meno me lo aspetto, quando tutto intorno tace
e non lascia trasparire alcun segnale.
Ed io, così ingenuamente, continuo a farti entrare dalla porta principale….

Non è un Paese per Giovani (J. Ratini)

Il mio Paese ha le rughe.
Il mio Paese è genuflesso e bloccato dal “colpo della strega”.
Il mio Paese avrebbe bisogno di un buon chirurgo plastico e di un buon fisioterapista
ma non ne vuole sapere di farsi curare.
 
Il mio paese ha avuto un boom ma ora ha fatto “Boom!“
Il mio Paese è obeso perché è tutto un “magna-magna”.
Il mio Paese ha fatto traboccare il vaso ma si ostina a non chiamare un idraulico.
Il mio Paese è miope, presbite e astigmatico ma non vuole correggere la vista:
occhio non vede cuore non duole.
 
Il mio Paese, narciso, continua ad ammirarsi allo specchio da anni.
Il mio Paese si ostina a dire che la mafia non esiste ma chissà perché, in giro,
si continua a dire che il mio Paese è solo “Pizza, Spaghetti e Mafia”.
 
Il mio Paese non vincerà più un Oscar.
Il mio Paese non vincerà più un Nobel….

Parola di Dio (J. Ratini)

Sei stato espulso dal regno dei cieli per la tua ingordigia
e sei stato spedito sulla terra.
Avevi i “Ticket Restaurant” gratis per l’eternità
ma ti sei fatto convincere da un serpente a mangiare una mela
e ora devi coltivare l’orto aspettando che un albero cresca
per poterti saziare con i suoi frutti.
In sintesi: ti sei autocondannato a faticare dal primo all’ultimo dei tuoi giorni
perché non hai saputo sfruttare la vacanza a tempo indeterminato
che ti era stata offerta.
Sulla terra potrai mangiare, dormire e riprodurti
ma ricordati che ci sono anche l’anima e lo spirito da contemplare.
Prega ogni giorno il Signore, che ti faccia risalire ai piani alti,
e nel frattempo vivi come ha vissuto suo figlio.
Copia e incolla Gesù nel tuo hard disk di memoria….

L’uomo con la Bara incollata sulla spallina della giacca (J. Ratini)

Non amo particolarmente i Centri Commerciali.
Non ci sono mai voluto entrare.
Ma quello che aveva appena aperto, si vociferava fosse davvero eccezionale.
Non so cosa la gente trovi di così sensazionale in un luogo affollato, dove devi fare la fila anche per andar in bagno, ma sta di fatto che quel giorno, non avendo nulla da fare, decisi di andare a vedere coi miei occhi in cosa consisteva tutto quello splendore di cui parlavano.
Parcheggiai l’auto nel garage sotterraneo e presi la scala mobile che mi condusse al piano terra.
Non appena oltrepassai l’enorme porta d’entrata mi venne incontro un uomo con una bara sulla spalla….

C’è stato un tempo in cui ho avuto paura (J. Ratini)

C’è stato un tempo in cui ho avuto paura.
 
Paura dei sogni.
Paura di non farcela ma anche di farcela.
Ho avuto paura delle responsabilità che avrebbe comportato il raggiungimento di quell’ obiettivo.
Paura di non essere in grado, di non essere all’altezza di gestire le cose.
 
Ho avuto paura delle persone.
Dei loro modi spesso invadenti, indelicati e fuori luogo.
Paura delle loro risposte, dei loro umori, delle loro decisioni e del loro sapere….