L’inventore di favole

L’inventore di favole era stanco.
Stanco di sforzarsi di rincorrere l’idea geniale.
Quella genialità che lo aveva reso popolare, scrivendo le più belle favole di tutta la penisola, per le quali era stato insignito dei premi più illustri.
Le cose erano cambiate.
Lo sentiva nella sua testa, nelle sue mani, nella sua fantasia.
Non aveva più idee.
E pensava che la colpa fosse anche della società.           
Il ventunesimo secolo aveva portato dei cambiamenti inesorabili al suo pubblico: i bambini.
La loro fantasia si era trasformata, annichilita dalla tecnologia.
I computer e i cellulari avevano rubato alla mente la capacità di elaborare pensieri e di sognare.
Si leggevano sempre meno libri di storie e di fiabe, e così il mercato delle favole era entrato in una profonda crisi economica.
Eppure il suo editore credeva ancora fortemente in lui e alla sua capacità di scrivere e di raccontare ed era pronto a investire su un nuovo libro.
Ma l’inventore di favole aveva perso la sua ispirazione.
Erano quasi due anni che non scriveva più nemmeno un rigo.
Affermava che niente era in grado di motivarlo e di stimolarlo.
Proprio lui che era un artigiano della fantasia, un ideatore, un creativo.
Tabula rasa.
Zero assoluto….

Come mosche (Ricordati che devi giocare il giusto!!!) (J. Ratini)

“Stamattina il mio culo ha sganciato tre missili, radendo al suolo la tazza del water.”
(Scritta trovata su un foglio di carta igienica lasciato sul parabrezza della mia auto alle 10.30 di domenica mattina)
 
Gli stronzi sono qualcosa di talmente fastidioso e nauseante.
L’umanità potrebbe benissimo fare a meno di loro se non avesse l’impellente urgenza di crearli. Sì, perché gli stronzi sono delle creazioni.
L’arte più ordinaria e fisiologica dell’uomo è proprio  la produzione di stronzi.
Non ci possiamo lamentare se la maggior parte delle persone sono pezzi di merda, fa parte della loro natura, è scritto nel loro dna….

Quelli come noi (J. Ratini)

Quelli come noi
che credono che il mondo si possa cambiare con una canzone.
 
Quelli che raramente si svegliano riposati
e che raramente si riaddormentano una volta alzati.
 
Quelli come noi
che hanno avuto tutto ma che non hanno avuto niente.
 
Quelli che amano fare mille progetti
ma che ne non portano mai a compimento nessuno.
 
Quelli che hanno il cervello fumante e l’anima ardente,
che hanno il cuore di ghiaccio ma bruciano facilmente….

La Paghetta Settimanale (J. Ratini)

È inutile che scrivi poesia, non vende!
E poi le tue non sono vere poesie, sono riflessioni, a volte un po’ troppo semplici e scontate.
Quello che scrivi tu lo pensiamo tutti, non ti sei inventato nulla di nuovo.
Non hai uno stile vincente o innovativo, ce ne sono a bizzeffe di scrittori come te.
Non offenderti, apprezza la mia sincerità. Lascia perdere la poesia, non vende!
Datti al porno!
Quello vende!
Cristo se vende!
I culi, le tette, quella è roba forte!
Lì non serve saper scrivere o parlare.
Basta far fottere qualcuno e dargli una percentuale.
Tu metti il grano. Loro mettono il corpo.
Tu quadruplichi il grano….

Consolazioni (J.Ratini)

L’amore consola.
La fede consola.
I sogni consolano.
Gli amici consolano.
Il sesso di gruppo non sempre consola.
 
L’arte consola.
La musica consola.
La cultura consola.
I film consolano.
Le rughe sui volti degli altri consolano.
 
Il vino consola.
Il cibo consola.
La cioccolata, anche se fa venire i brufoli, consola.
Il lavoro consola.
Un viaggio consola.
Una sventura che è capitata a te ma che sai che è capitata anche a un altro, sinceramente, consola….

Ho guardato il buio negli occhi perché ero capace di immaginare la luce (J. Ratini)

Ho esplorato le vie dell’inferno perché ero stanco della perfezione del paradiso,
ho guardato il buio negli occhi perché ero capace di immaginare la luce,
ho sfidato il cielo perché sentivo la forza di un guerriero,
ho sentito freddo perché ho conosciuto il calore di un abbraccio,
ho voluto perdermi perché desideravo ritrovarmi,
ho avuto coraggio perché ho avuto paura,
ho desiderato ardentemente perché non avevo nulla in tasca,
ho amato perché mi sono ascoltato,
ho volato perché ho osato,
ho fallito però ho tentato,
ho colto l’occasione ma non era quella giusta,
ho bevuto per dimenticare,
ho dimenticato per non ritornare sui miei passi.
Alla fine, nel bene o nel male, sono sempre tornato a vivere….

Eravamo io, Bukowski, John Lennon e Gesù (Jacopo Ratini)

Eravamo io, Bukowski, John Lennon e Gesù.
Era la finale mondiale del torneo di Texas Hold’em.
Bukowski, in perfetto assetto alcolico, aveva preteso accanto a sé un’enorme bottiglia di Jack Daniel’s con annessa una lunghissima cannuccia dalla quale suggeva infinite quantità di whiskey.
Non parlava con nessuno di noi, spizzava le carte, quasi sempre foldava e appuntava frasi sopra un taccuino sulla cui copertina era inciso:
“HEMINGWAY MI FA UNA PIPPA!”.
John Lennon portava dei vistosi occhiali tondeggianti con lenti rosate e indossava una maglietta bianca con la scritta:
“I DON’T BELIEVE IN JESUS, I JUST BELIEVE IN ME”.
A ogni mano vincente l’ex baronetto si girava verso il pubblico in sala, lanciando baci in direzione di Yoko Ono che, imperturbabile, si limitava ad annuire con il capo.
Gesù era il più riflessivo di tutti e contemplava le sue carte toccandosi la folta barba castana e sgranocchiando pistacchi.
Ogni tanto apparivano dei colibrì che gli volteggiavano attorno alla testa e poi volavano via, scomparendo nel nulla, non si sa dove.
Lui li guardava, sorrideva e poi si riconcentrava sulle carte….

Ho deciso di perdermi (J.Ratini)

Ho deciso di perdermi.
Lo sapevo che avrei corso dei rischi, ma ho deciso.
Avevo tutto. Stavo troppo bene.
Potevo scegliere. Di scegliere, di non scegliere, di temporeggiare.
E così ho scelto… di perdermi.
Non volevo più avere una casa.
Non volevo più avere un amico.
Ero stanco dei soliti visi, dei soliti sorrisi, dei soliti cieli azzurri e dei soliti arcobaleni.
Le solite strade, le solite case, le solite dinamiche.
Tutte strette di mano, tutte pacche sulle spalle, tutti che sorridono, tutti amici e tutti nemici di tutti.
Tutti baci, tutti abbracci, tutti bravi, tutti belli….