Nell’introduzione alla raccolta di racconti “Bagombo Snuff Box” del 1999, lo scrittore americano Kurt Vonnegut, uno dei romanzieri e saggisti più importanti del Novecento, inserì otto consigli su come scrivere bene un racconto che, ancora oggi, vengono considerate attuali.
Eccoli 👇
1. Utilizza il tempo di un perfetto sconosciuto in modo che lui o lei non senta di averlo sprecato.
2. Dai al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo.
3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche soltanto un bicchiere d’acqua.
4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.
5. Inizia il più vicino possibile alla fine.
6. Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa’ che accadano loro cose tremende così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.
7. Scrivi per dar piacere solo a una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.
8. Dai ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione talmente completa di quel che sta succedendo, dove e perché, da poter finire la storia da soli, nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.
Mi sono chiesto: perché qualcuno dovrebbe spendere 3 minuti del proprio tempo per ascoltare una nostra canzone?
Così ho provato a tradurre questi 8 consigli in qualcosa di utile per la scrittura dei nostri brani 👇
1. Il tempo è una risorsa preziosa
Tratta il tempo del tuo pubblico come una valuta di scambio. Alla fine della lettura, chi ti ha seguito deve portarsi a casa qualcosa di concreto: un’emozione, un’intuizione, una domanda stimolante o una prospettiva inedita. Non serve l’ambizione smisurata di stravolgere l’esistenza altrui; basta fare in modo che il tempo speso su ciò che abbiamo scritto sia valso la pena.
2. Creare empatia e tifo
Sfruttiamo la nostra natura umana dando a chi ascolta qualcuno o qualcosa per cui fare il tifo. È questo legame emotivo che rende le storie indimenticabili, a differenza dei contenuti puramente informativi che svaniscono dalla memoria in pochi secondi. Ci appassioniamo ai percorsi, alle lotte, alle speranze e ai sogni dei protagonisti.
3. La forza motrice del desiderio
Riprendendo la lezione di Vonnegut, ogni personaggio dovrebbe avere un obiettivo, anche minimo, come desiderare un bicchiere d’acqua. Questo principio vale anche per la canzone: un testo privo di tensione, aspirazione o direzione rimane immobile. Può essere formalmente perfetto, ma non va da nessuna parte.
4. Tagliare il superfluo
Un’indicazione spietata ma fondamentale: ogni frase deve rivelare qualcosa o far progredire la narrazione. Trasferito nel songwriting, significa che se un periodo non aggiunge valore, non chiarisce un concetto, non approfondisce o non accompagna, si trasforma in semplice “arredamento”. E l’arredamento testuale costa caro in termini di attenzione sprecata.
5. Andare al sodo
Comincia il più vicino possibile alla conclusione. Un consiglio preziosissimo nell’era moderna, in cui tendiamo a perdere troppo tempo a preparare il campo con introduzioni, preamboli, contesti e precisazioni. Nel frattempo, chi ascolta ha già skippato la nostra canzone: dobbiamo arrivare dritti al punto il prima possibile.
6. Mettere i bastoni tra le ruote
La regola forse più crudele: facciamo incontrare ostacoli e disavventure ai nostri personaggi, perché è proprio attraverso le difficoltà che rivelano la loro vera natura. Questo vale anche quando parliamo di noi stessi: i passaggi più avvincenti non sono mai quelli in cui fila tutto liscio, ma gli attriti, gli errori, gli imprevisti e i bivi in cui siamo stati costretti a scegliere.
7. Scrivere per una persona sola
Rivolgiamoci a un unico destinatario ideale. Quando tentiamo di parlare a una massa indistinta, finiamo per smussare gli angoli, perdere i dettagli più vividi, rinunciare alla nostra posizione e azzerare la personalità. Il risultato sarà un testo formalmente corretto ma totalmente innocuo. Immaginare invece una persona specifica cambia completamente l’approccio: ci aiuta a capire non solo cosa dire, ma soprattutto cosa tralasciare.
8. Capacità di sintesi
Infine diamo ai nostri ascoltatori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Che tradotto in termini molto semplici sarebbe: il dono della sintesi. Le canzoni durano sempre meno, perciò arriviamo al cuore del messaggio senza troppi giri di parole.
Ti auguro di passare una meravigliosa settimana creativa 💡🔥✍

