Il Pescatore di Sogni (Favola di Jacopo Ratini)

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C’era una volta un pescatore. Non un pescatore qualunque: un Pescatore di Sogni.

Il suo lavoro consisteva nel pescare i sogni e portarli al Sonno, che a sua volta li soffiava nella Mente delle persone.

Pescare sogni era stato il suo desiderio fin da piccolo.

Suo padre, un vecchio artigiano, gli costruì una canna pesca-sogni, con un mulinello normale, una lenza normale, ma con un amo speciale.

L’amo, al posto dell’ uncino, aveva una ventosa rossa cattura-sogni che, per funzionare, doveva essere solleticata con una piuma d’oca intinta nel miele, perché… è il miele ad attirare i sogni!

Il Pescatore di sogni, da sempre, rendeva le notti degli esseri umani ricche di storie e di fantasia.

In tanti erano giunti da lontano per imparare la sua arte ma lui si era sempre rifiutato di insegnare a pescare sogni, perché per farlo era necessario avere un cuore buono e un’ anima pura, come quella dei bambini.

Virtù che la gente sembrava aver perso.

Nel suo villaggio c’era un piccolo lago, per metà azzurro e per metà nero.

Nella parte azzurra si pescavano i sogni, nella parte nera gli incubi.

A pescare gli incubi era il suo acerrimo nemico: il Pescatore di Incubi.

Il Pescatore di Sogni era innamorato  della “Donna che baciava gli animali sul muso”, una ragazza con un potere speciale: qualunque animale baciasse, diventava buono.

Le persone le portavano animali malati di cattiveria da tutte le parti del mondo: tigri, leoni inferociti, lupi, avvoltoi, serpenti velenosi e lei, con un semplice bacio, li guariva, facendoli tornare magicamente sereni.

La Donna che baciava gli animali sul muso non ricambiava il suo amore poiché i suoi occhi brillavano solo per il Pescatore di Incubi.

E come darle torto?  Lui era alto, atletico, con un bel naso dritto e grandi occhi profondi.

Ma il Pescatore di Incubi era una persona malvagia perché si approfittava del suo amore, coinvolgendola nelle sue innumerevoli malefatte.

Un giorno, mentre tornava dal lago, il Pescatore di Sogni vide la Donna che baciava gli animali sul muso in lacrime dietro il “Grande Albero”.

Piangeva a causa del Pescatore di Incubi.

Il Pescatore di Sogni decise che era giunto il momento di dimostrarle il suo amore e di umiliare il suo rivale.

Fu così che lanciò una sfida al Pescatore di Incubi:  avrebbe vinto chi pescava il sogno o l’incubo più grande.

Fu una gara lunga e faticosa che richiamò l’attenzione di tutto il villaggio.

La sfida fu vinta, in modo disonesto, dal Pescatore di Incubi che, salito sulla barca del Pescatore di Sogni, sostituì il barattolo di miele con un barattolo di marmellata.

Ma, inoltre, il Pescatore di Incubi desiderava ardentemente che il suo rivale non pescasse più.

Così entrò silenziosamente nella casa dell’avversario e sostituì i sogni con i propri incubi.

Le persone cominciarono a non dormire più sonni tranquilli e si recarono dal Sonno, lamentandosi dei troppi incubi presenti nelle loro notti.

Il Sonno, furioso, chiamò al suo cospetto il Pescatore di Sogni che, ignaro di tutto, riferì che, come sempre, aveva pescato i sogni dalla parte azzurra del lago, li aveva riposti nella loro cesta e glieli aveva consegnati, puntuale.

Ma il Sonno non gli credette, lo accusò di essere un bugiardo e gli ordinò di smettere di pescare.

Il Pescatore di Incubi, però, aveva in serbo un piano ancora più malvagio.

Costrinse la Donna che baciava gli animali sul muso a bere un filtro magico in cui aveva sciolto gli incubi più mostruosi mai pescati e le ordinò di recarsi nel bosco e di baciare una ad una tutte le belve facendole, così, diventare cattive.

Quella notte tutti gli animali, inferociti, scesero giù dalla montagna, distruggendo tutte le case del villaggio.

Il giorno dopo gli abitanti del paese andarono a chiedere spiegazioni alla Donna che baciava gli animali sul muso e lei, costretta a mentire dal Pescatore di Incubi, raccontò che la colpa era del Pescatore di Sogni che, da quando aveva perso il suo lavoro, era diventato matto e l’aveva obbligata a bere una pozione magica, contenente degli incubi terrificanti. 

Per questo motivo gli animali che aveva baciato erano diventati cattivi ed avevano procurato quell’enorme disastro.

La gente del villaggio, furiosa, prese il Pescatore di Sogni e  lo rinchiuse nella prigione in cima alla collina.

La Donna che baciava gli animali sul muso, pentita per l’accaduto, andò davanti alla finestra della prigione in cui era rinchiuso il Pescatore di Sogni, lo svegliò e gli raccontò per filo e per segno cos’era accaduto.

Lui la perdonò e la ringraziò per avergli detto la verità; poi si fece coraggio e le dichiarò il suo amore. Lei  sorrise, arrossì, e capì che il Pescatore di Sogni era una persona buona, gentile e onesta e gli chiese come poteva aiutarlo ad uscire dalla prigione.

Il Pescatore di Sogni le confidò che l’unica soluzione era annullare l’effetto del filtro magico e dimostrare agli abitanti del villaggio la sua innocenza.

Perché ciò avvenisse lei avrebbe dovuto pescare un sogno, utilizzarlo per fare una tisana guaritrice e poi berla.

Solo in questo modo l’effetto dell’incantesimo del Pescatore di Incubi sarebbe svanito.

La Donna seguì le indicazioni. Il mattino seguente, con la barca del Pescatore, remò fino alla parte azzurra del lago, solleticò la ventosa rossa con la piuma d’oca bagnata nel miele, gettò la lenza ed aspettò. Poco dopo vide il filo irrigidirsi e dei cerchi d’acqua concentrici venire a galla. Prese la canna in mano e cominciò a riavvolgere lentamente il mulinello.

In pochi istanti, attaccato alla ventosa, emerse dall’acqua uno splendido sogno.

La Donna tornò a casa, fece bollire il sogno in una grande pentola, mescolandolo a camomilla, cannella e zucchero a velo. Aggiunse dei chicchi di cacao e versò la tisana in un’ampolla, dove riposò per tutta la notte.

All’alba ne bevve un bicchiere e corse subito nel bosco, dove tutte le belve inferocite erano pronte a scendere di nuovo al villaggio per distruggerlo. Baciò ciascun animale sul muso e, improvvisamente, ognuno di loro tornò buono.

Poi raccontò l’accaduto a tutto il villaggio, che capì di essere stato ingannato dal malefico Pescatore di Incubi che, nel frattempo, era fuggito.

Ma alcuni abitanti riuscirono a catturarlo e lo rinchiusero nella cella più buia della prigione sulla collina.

Il Pescatore di Sogni venne liberato e fu organizzata una grande festa in suo onore. Anche il Sonno partecipò ai festeggiamenti, chiese scusa al Pescatore di Sogni, e lo pregò di ricominciare a pescare sogni per lui.

La Donna e il Pescatore di Sogni si sposarono ed ebbero tanti bambini a cui insegnarono l’arte magica di pescare i sogni e quella di far diventare buoni gli animali, baciandoli sul muso.

Del Pescatore di Incubi non si sentì mai più parlare.

E fu così che da quel giorno gli incubi sparirono per sempre dal sonno di tutte le persone del mondo.

– AudioFiabahttps://www.youtube.com/watch?v=DpVfmXTyLi0&list=PLmqldzu34DIwhm2Do77YK27UM5RxWiPxd&index=2

– AudioFiaba con testohttps://www.youtube.com/watch?v=O3eIxX6gLoQ&list=PLmqldzu34DIwhm2Do77YK27UM5RxWiPxd&index=1

 

 

 

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