L’uomo con la Bara incollata sulla spallina della giacca (J. Ratini)

Non amo particolarmente i Centri Commerciali.

Non ci sono mai voluto entrare.

Ma quello che aveva appena aperto, si vociferava fosse davvero eccezionale.

Non so cosa la gente trovi di così sensazionale in un luogo affollato, dove devi fare la fila anche per andar in bagno, ma sta di fatto che quel giorno, non avendo nulla da fare, decisi di andare a vedere coi miei occhi in cosa consisteva tutto quello splendore di cui parlavano.

Parcheggiai l’auto nel garage sotterraneo e presi la scala mobile che mi condusse al piano terra.

Non appena oltrepassai l’enorme porta d’entrata mi venne incontro un uomo con una bara sulla spalla.

Mi resi conto che la bara era incollata alla spallina della sua giacca, come se fosse parte integrante del vestito. Una vera e propria divisa da lavoro.

Mi sorrise e mi chiese:

“Signore sta pensando alla sua morte?”

“Sinceramente no” risposi  “Ho trent’anni”.

“Beh, signore se lo faccia dire è proprio nell’età giusta per iniziare a pensarci.

Noi della Zombar stiamo applicando dei prezzi molto vantaggiosi sui nostri articoli. Tocchi. Legno massello, laccato. E ce ne sono in faggio, in larice, in abete, in mogano. E se l’acquista ora…”

Fece un passo in avanti, accostandosi al mio orecchio, e mi sussurrò:

“Se l’acquista ora ha il 50% di sconto sul costo di listino.”

“Scusi, mi sta chiedendo di comprare una bara?” domandai.

“Non una bara. Un gioiello, un monolocale.”

“No guardi, la ringrazio ma non mi interessa proprio.”

“Signore, le ricordo che prima o poi dovrà morire.” Esclamò.

“Sì, ho capito ma per ora il problema non sussiste: godo di ottima salute e mi sento in perfetta forma.” Incalzai.

“Signore questa è negazione. Lei sta mentendo a se stesso.

La morte la spaventa, non è vero? Le fa paura al punto tale che l’ha rimossa. Non vuole pensarci. Ed è qui l’errore. La morte va affrontata. E’ un evento naturale come il nascere, il mangiare e il dormire. Per questo noi di Zombar mettiamo a disposizione dei nostri clienti cinque sedute gratuite con uno psicoterapeuta, esperto in “metabolizzazione del lutto” che li aiuti a prepararsi a quell’avvenimento normale e fisiologico.”.

“Guardi”, dissi “Mi dispiace proprio ma oltre a non interessarmi, in questo momento non ho neanche i soldi per comperarmi una bara. Già faccio fatica ad arrivare a fine mese, con l’affitto, il cibo e le bollette, figuriamoci se posso spendere i miei risparmi per una cassa da morto.”

“Ma signore, dov’è il problema?”, esclamò, “Con Zombar compra oggi e paga tra due anni. Con l’aggiunta di un tasso d’interesse irrisorio. Noi veniamo sempre incontro alle esigenze dei clienti. E le dico di più, le nostre sono le uniche bare ad avere un sistema di climatizzazione caldo-freddo, regolabile sia dall’esterno, con un apposito telecomando, che dall’interno, con un termostato manuale.”

“Ehm, scusi”, feci io, “ma se dentro la cassa c’è un defunto a cosa serve il termostato interno?”

“Signore, come fa ad essere così ingenuo? Non ha mai sentito parlare dei casi di morte apparente? Ma lo sa quante persone vengono messe sotto terra e in realtà sono solo in stato di trance? Noi di Zombar vogliamo essere pronti a tutto, perciò, qualora il morto, improvvisamente, si risvegliasse, oltre a potersi scegliere il giusto clima, più o meno temperato, gli forniamo, all inclusive, un frigo bar con gli alimenti di prima necessità e un telefono cellulare, sempre carico, per avvertire casa o i parenti di venirlo a dissotterrare o a tirarlo fuori dal loculo. Siamo o non siamo all’ avanguardia signore?”

“Caspita, avete pensato proprio a tutto. Complimenti. Ma purtroppo, come le ho già detto,  non mi interessa. E poi, a dire il vero, io ho sempre pensato, quando capiterà, di procedere con la cremazione e non con la sepoltura. ”

“Ah! E magari sogna che le sue ceneri vengano sparse dai suoi cari, nell’oceano, dalle pendici di un monte?”

“E perché no?”

“Signore, forse lei hai visto un po’ troppe volte il Grande Lebowski, non è vero?”

“Beh, è uno dei miei film preferiti…”

“Ecco è solo un film. Ma lo sa che cremazione è una pratica pagana che nega la resurrezione dei corpi e la sopravvivenza dell’anima? Lei è al corrente del fatto che possiede un’anima?”

“Beh, Certo!”

“Bene. E sa dirmi dov’è localizzata?”

“Sinceramente non ci ho mai pensato, forse qui?”

“Quello è il cuore”

“Allora qui?”

“Signore, quello è il cervello. Vede, siccome, in generale, c’è un po’ di confusione a riguardo, la nostra azienda ha pensato di offrire ai suoi clienti anche un servizio di “localizzazione esatta dell’anima”, con il quale è possibile persino scoprire cosa la sua anima è stata prima di incarnarsi in lei e, con un’ alta percentuale di sicurezza, cosa diventerà dopo la sua morte.

“Guardi siete davvero originali, lo ammetto. Alzo le mani. Avete pensato a tutto, nei minimimi particolari, complimenti. Ma la bara non posso davvero comprarla, la ringrazio. Ora, se permette, devo andare che ho un appuntamento.”

“Signore!” mi prese per un braccio, “Si fermi un attimo. Mi ascolti attentamente. Parliamo da persone mature. Forse non sono stato chiaro oppure sta prendendo sotto gamba le mie parole: lei morirà, è matematico.”

“Ancora con questa storia. Lo so che morirò ma ora, sinceramente, non mi interessa pensarci.”

“E scusi, chi ci dovrebbe pensare? Sua moglie, che magari, quando lei tirerà le cuoia, già non ci sarà più?

Perché far decidere ai suoi figli o ai suoi nipoti ed affidarsi ai loro gusti?

Il feretro è una cosa personale.

Guardi, oggi voglio essere veramente gentile. Siccome lei mi sta simpatico e mi sembra davvero una persona in gamba, se mi mette una firmetta su questo foglio io, oltre a tutti i servizi in omaggio che le ho elencato, le regalo anche l’epitaffio tombale.

Guardi qui!”. Tirò fuori una brochure.

“Epitaffi in oro, in argento, in bronzo, in ottone. Abbiamo anche gli Epitaffi in 3D, di ultima generazione, con appositi occhiali in dotazione. E se ha poca fantasia, ecco un lista di epitaffi di persone famose, decedute, per prendere spunto o rubare qualche idea.

Le piacerebbe, che so, un bel “E’ SOLO SONNO ARRETRATO” alla Walter Chiari? O un “RICHIAMATO” alla Emily Dickinson?  “NON CI PROVARE” alla Charles Bukowski? O che ne pensa di un “FINALMENTE LIBERO” alla Martin Luther King?

“No guardi, la ringrazio, lei è stato chiarissimo ma non mi interessa davvero comperare nulla. Ora la saluto che ho fretta e devo andare.”

“Signore, aspetti un attimo!!!”

“Senta, lei è davvero insistente. Gliel’ho detto più volte: non sono interessato. Punto e basta.”.

“Signore lei mi offende.”

“E si offenda. Io ho da fare dei giri e lei è mezz’ora che mi sta tenendo qui. Non ho mica tempo da perdere. Neanche sono entrato in questo Centro Commerciale che lei mi ha subissato di parole per vendermi questa benedetta cassa da morto. Le ho ripetuto più volte che non mi interessa acquistarla. Ora lei, cortesemente, mi lascia il braccio, si fa da parte, e mi fa andare al mio appuntamento. Ma poi, dico, guardi quanta gente c’è qui intorno. Vada ad appioppare a loro ‘sta bara.”

“Signore ha ragione, mi scusi, forse sono stato un po’ troppo aggressivo ma il mio lavoro lo faccio con molta passione e cerco sempre di far riflettere le persone che quello di cui tratto ha un valore. Sa, io faccio questo mestiere da molto tempo e capisco subito chi è interessato o meno a quello che propongo. Lei è una persona sveglia e tipi come lei non se ne trovano in giro di frequente, così ho pensato che il mio discorso sulla morte fosse in linea con la sua tipologia di pensiero. D’altronde una bara della nostra azienda non è per tutti, è solo per persone intelligenti e acute, proprio come lei. Ma non importa. La capisco perfettamente. Anzi, perdoni nuovamente la mia eccessiva enfasi. Se ci dovesse ripensare o se qualcosa di quello che le ho detto le risultasse poco chiaro, la invito a contattarmi. Questo è il mio biglietto da visita. Vede, qui c’è il mio numero di cellulare personale. Mi può chiamare quando vuole, rispondo sempre: h24.”

Mi strinse la mano, in segno di congedo e sorrise.

Non feci neanche in tempo a ricambiare il suo sorriso e a mettere in tasca il biglietto da visita, che lui, con un rapido movimento staccò la bara dalla spalla, prese un enorme cellulare e lo sistemò sulla giacca, al posto del feretro.

Poi disse: “Signore, mi tolga un’ultima curiosità: lei a quale compagnia telefonica è abbonato?”

Gli diedi una spinta e lo mandai a farsi fottere, poi spazientito, me ne tornai giù al parcheggio, ripresi la mia auto e me la fila via di corsa.

Il Centro Commerciale nuovo, che tutti dicevano fosse una gran figata, avevo deciso che mi faceva cagare, anche se dentro non c’ero mai stato.

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