Guardavo un’intervista di Paola Zukar, manager di artisti come Fabri Fibra, Marracash, Tiziano Ferro e Madame, ai microfoni di Made It Podcast.
Mi ha colpito una frase che ho voluto copiare e incollare in un video (in loop), come se fosse un mantra, per tutte le volte che avrò bisogno di ricordarmi il vero motivo per cui desidero continuare a scrivere canzoni di valore, anche in un periodo storico così complesso, affollato e competitivo dal punto di vista musicale.
Guarda il video 👇
“C’è troppa bella musica vecchia per perdere tempo in tante novità poco ispirate”
Con questa affermazione Paola Zukar ci invita a riflettere su alcuni concetti molti interessanti.
Nell’era dello streaming la velocità di fruizione dei contenuti coincide raramente con la loro qualità.
L’industria musicale contemporanea produce molti più singoli di quanti se ne riescano effettivamente ad ascoltare.
Oggi, sulle piattaforme come Spotify, Apple Music o YouTube, escono migliaia di brani ogni settimana.
Questo rende la musica più accessibile ma crea anche una grande quantità di contenuti veloci, pensati per l’algoritmo o per le playlist, e non sempre per durare nel tempo.
Quello di Paola Zukar è un duplice invito.
◾ Valorizzare il patrimonio musicale del passato, che vale la pena di essere riscoperto.
La storia della musica è già ricca di opere straordinarie e molte novità non hanno la stessa profondità artistica delle opere che hanno segnato i periodi precedenti.
◾ Rallentare e ad ascoltare con più criterio le nuove canzoni, senza sentirsi obbligati a seguire necessariamente ogni trend del momento.
Perché non tutto merita la stessa attenzione.
Ed è sempre meglio scrivere una grande canzone che dieci singoli dimenticabili.

