Scrivere delle nostre ossessioni 

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Tutti gli artisti prima o poi parlano delle proprie ossessioni: cose che li perseguitano, cose che non riescono a dimenticare, storie che si portano dietro dall’infanzia e che attendono di venire alla luce.

Per molti artisti scrivere canzoni è curativo: una sorta di auto-analisi

Fare luce (e spazio) tra le nostre fissazioni è uno modo davvero utile per renderci conto di come ci relazioniamo a certi argomenti intimi e profondi della nostra vita.

Tutto ciò che ci ossessiona ha una grande energia e un enorme potere creativo e può rappresentare l’oggetto attorno al quale incentrare una nostra canzone.

È inutile soffocare o reprimere ciò che ossessiona, perché prima o poi ce lo ritroveremo inevitabilmente davanti agli occhi.

Quindi diamo sfogo alle nostre manie, rendiamole protagoniste dei nostri testi, mettiamole al servizio delle nostre opere. 

La maggior parte di noi cantautori, ad esempio, è ossessionata dalla scrittura di canzoni. 

Pensiamo in continuazione a creare, a trovare spunti, ad appuntare parole o frasi, anche quando non stiamo lavorando o se ci troviamo in vacanza.

Non stacchiamo mai realmente la spina dall’attività creativa. 

Il maestro giapponese Danin Katagiri Roshi diceva: “poveri artisti, quanto soffrono, finiscono di scrivere qualcosa e non sono mai soddisfatti. Vogliono subito mettersi a scrivere qualcos’altro di più bello e soddisfacente”.

Quella che apparentemente può sembrare una schiavitù, un vizio, una fissazione, in realtà è la nostra vera libertà di poter adempiere alla natura creativa che ci appartiene: scrivere

Essere liberi non significa fare tutto ciò che si vuole ma consiste nel capire chi siamo e cosa possiamo fare di concreto e utile in questa vita e, infine, metterlo in pratica (nero su bianco, nel nostro caso). 

Trasformiamo le nostre ossessioni più intime e profonde in modo che diventino l’oggetto di ciò che raccontiamo. 

Scriviamo di tutto quello che riguarda la nostra vita, intima o relazionale, senza preoccuparci troppo dell’effetto che potrà avere sugli altri.

Smettiamola di pensare alle nostre fissazioni come qualcosa di negativo e premuriamoci, quindi, di trovare il giusto compromesso tra ciò che ci ossessiona e ciò che ci permette di vivere in equilibrio mentale, fisico e creativo con noi stessi.

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