Ogni periodo storico musicale ha sempre vissuto i suoi momenti di impasse, i suoi misteri e i suoi paradossi.
Oggi più che mai, rispetto al passato, il monaco (che in questo caso possiamo chiamare artista o content creator) viene apprezzato e riconosciuto più per l’abito che indossa che per le sue qualità tecniche e professionali.
Siamo nel pieno dell’era dell’apparenza, in cui la scala dei valori e dei meriti artistici, in pochi anni, è cambiata.
Se provassimo a stilare una classifica delle abilità più richieste ad un artista contemporaneo, sarebbe la seguente:
1. Personaggio
2. Tematiche/argomenti provocatori o in linea coi trend del momento.
3. Tenacia nel produrre i contenuti, nel tempo.
4. Valore effettivo dei contenuti che crea.
L’industria ci racconta che la visibilità (estetica e numerica) è, attualmente, la principale cartina tornasole della popolarità di un artista.
Spesso mi chiedono di rispondere a queste domande:
– Conta più fare 50 reel di una canzone scritta male (per non dire brutta) oppure un solo video di una canzone scritta bene (per non dire bella)?
– Ha senso progettare l’uscita di un brano solo in funzione della sua visibilità e dei contenuti social con cui lo promuoveremo?
– È giusto produrre un brano con dei suoni simili alle canzoni che si trovano nelle playlist editoriali, per avere più possibilità di entrarci?
– Che senso ha impegnarsi per scrivere canzoni migliori se poi, una volta pubblicate, avranno solo una manciata di ascolti o di visualizzazioni?
Tutti interrogativi sensati e umani.
Il mercato ha fretta mentre la qualità richiede, inevitabilmente pazienza.
La verità è che, più o meno, a tutti piacerebbe diventare delle Rock Star ma solo in pochi fanno realmente i conti con ciò che desiderano essere davvero, nel profondo.
Tra i mille dubbi, le strategie di marketing e le frustrazioni che vive ogni giorni chi gioca a fare questo mestiere, il motore di tutto ha origine, sempre, da una “semplice” domanda:
“Per quale motivo sto creando?“.
Chiediamocelo.
E, probabilmente, avremo molte più risposte reali e meno paranoie “fake”.
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Come ulteriore spunto di riflessione, posto un video estratto dall’intervista di Fabri Fibra a “Supernova” a cura di Alessandro Cattelan.

