La musica nell’era dell’apparenza (Fabri Fibra)

Fabri Fibra - La musica nell'era dell'apparenza

Ogni periodo storico musicale ha sempre vissuto i suoi momenti di impasse, i suoi misteri e i suoi paradossi. 

Oggi più che mai, rispetto al passato, il monaco (che in questo caso possiamo chiamare artista o content creator) viene apprezzato e riconosciuto più per l’abito che indossa che per le sue qualità tecniche e professionali. 

Siamo nel pieno dell’era dell’apparenza, in cui la scala dei valori e dei meriti artistici, in pochi anni, è cambiata.

Se provassimo a stilare una classifica delle abilità più richieste ad un artista contemporaneo, sarebbe la seguente:

1. Personaggio
2. Tematiche/argomenti provocatori o in linea coi trend del momento. 
3. Tenacia nel produrre i contenuti, nel tempo. 
4. Valore effettivo dei contenuti che crea.

L’industria ci racconta che la visibilità (estetica e numerica) è, attualmente, la principale cartina tornasole della popolarità di un artista. 

Spesso mi chiedono di rispondere a queste domande:

– Conta più fare 50 reel di una canzone scritta male (per non dire brutta) oppure un solo video di una canzone scritta bene (per non dire bella)?

– Ha senso progettare l’uscita di un brano solo in funzione della sua visibilità e dei contenuti social con cui lo promuoveremo?

– È giusto produrre un brano con dei suoni simili alle canzoni che si trovano nelle playlist editoriali, per avere più possibilità di entrarci?

– Che senso ha impegnarsi per scrivere canzoni migliori se poi, una volta pubblicate, avranno solo una manciata di ascolti o di visualizzazioni?

Tutti interrogativi sensati e umani.

Il mercato ha fretta mentre la qualità richiede, inevitabilmente pazienza. 

La verità è che, più o meno, a tutti piacerebbe diventare delle Rock Star ma solo in pochi fanno realmente i conti con ciò che desiderano essere davvero, nel profondo. 

Tra i mille dubbi, le strategie di marketing e le frustrazioni che vive ogni giorni chi gioca a fare questo mestiere, il motore di tutto ha origine, sempre, da una “semplice” domanda:

Per quale motivo sto creando?“. 

Chiediamocelo. 

E, probabilmente, avremo molte più risposte reali e meno paranoie “fake”. 

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Come ulteriore spunto di riflessione, posto un video estratto dall’intervista di Fabri Fibra a “Supernova” a cura di Alessandro Cattelan.

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