Come volevano farmi diventare stupido (J. Ratini)

  

Volevano farmi diventare stupido.

Hanno organizzato tutto con il massimo scrupolo,

in maniera apparentemente normale,

in modo che nessuno se ne accorgesse.

Volevano appiattire il mio livello culturale, per manipolare la mia intelligenza e plasmarla in base alle loro esigenze. (di business e di mercato).

A un certo punto si sono inventati che la gente voleva cose poco impegnative

e che quindi loro si dovevano adeguare alle richieste degli utenti.

Hanno reso stupida un’intera generazione di giovani,

deriso quella degli anziani  e hanno fatto sentire inadeguata,

perché troppo esigente, una fetta di popolazione che voleva pensare,

riflettere e mantenere attivo il cervello.

Volevano costringerci a spengere il cervello.

Una dittatura, velata, fatta di messaggi subliminari.

Volevano omologare tutti.

Volevano controllare i bisogni della gente.

Volevano appiattire la nostra conoscenza e condizionare la nostra libertà.

Volevano farmi diventare stupido con Uomini e donne, con Veline, Velone.

Con i litigi e i pianti degli amici della De Filippi, con i flirt del Grande Fratello.

Con Tamarreide, la Talpa e la Fattoria.

Con l’isola dei Famosi e dei non famosi.

Con i Cinepanettoni.

Con i bambini trattati come dei burattini a Canta con me,

eliminando Parla con Me.

Con i Plastici di Vespa sul caso Avetrana.

Volevano appiattire la mia intelligenza con la mediocrità dei contenuti

di Buona Domenica, Domenica 5 e L’Arena.

Con gli schieramenti del Tg3 e del Tg4.

Con la faziosità a sinistra di alcuni dibattiti

e con il continuo vittimismo della destra in altri.

Volevano farmi credere che se non partecipavo a un Talent non avevo Talento.

Volevano farmi sentire inutile se non andavo in Tv,

se non parlavo di ciò che parlava la Tv.

Volevano mettermi in fila, in riga, volevano scrutarmi, analizzarmi

e valutarmi attentamente.

Volevano rubarmi l’anima, volevano soffocarmi i sogni

e volevano ridimensionare le mie passioni e le mie aspettative.

Volevano rendermi stupido con l’Euro.

Con i prezzi gonfiati a dismisura, con la benzina a 1,65 a litro.

Volevano manipolare il mio pensiero e uniformare le mie opinioni,

eliminando Wikipedia.

Tagliando i fondi alla cultura, al teatro, al cinema e alle arti in genere.

Facendo chiudere  le librerie per creare Centri Commerciali o Banche.

Facendomi credere che la crisi economico/finanziaria è solo colpa di Berlusconi e del suo malgoverno e non, anche, di chi negli ultimi 40 anni ha mangiato a sbafo e si è riempito le tasche con i soldi pubblici, a nostre spese.

Ci hanno raccontato che siamo una Repubblica Democratica dove il Popolo è sovrano perché sceglie i propri rappresentanti al Governo,

ma non ci hanno mai raccontato che ai Governanti non gliene frega nulla

dei cittadini se non del loro voto e del loro consenso.

Non ci hanno mai detto che la Politica è marketing, pubblicità:

è tutta un gioco di persuasione, di convincimento, di vendita di idee o ideali, confezionati in un avvincente programma elettorale.

Vince chi promette di più, chi dura di più, chi bluffa di più, chi parla di più.

Volevano farmi diventare stupido con gli stipendi dei Governanti,

coi loro benefit, con le loro Pensioni, con i loro Vitalizi.

Con i tempi infinitamente lunghi della burocrazia.

Col processo lungo e col processo breve.

Con l’ICI, l’Irpef, l’Iva.

Volevano farmi diventare stupido con il Vaticano.

Che non ha tasse.

Che predica la carità ma possiede infiniti beni immobili.

Con gli stipendi dei sacerdoti.

Con i Preti pedofili.

Con il sesso vietato prima del matrimonio.

Volevano che io abboccassi a tutte le notizie manipolate che mi davano.

Volevano rincoglionirmi con i soldi fatti emigrare nelle banche Svizzere.

Con Calciopoli, con Vallettopoli.

Con l’indulto e con le prigioni sovraffollate.

Volevano rendermi stupido con il 10% dei Ricchi che se la spassa

mentre il restante 90% si fa il mazzo per mandare avanti un paese che affonda.

Con il debito pubblico del nostro paese, che avrebbero potuto risanare,

in un attimo, i politici, tagliando i propri stipendi e le proprie pensioni

e La Chiesa Cattolica con i suoi miliardi di euro. [ ma qualcuno potrebbe dire che la Chiesa è un altro stato, quindi…].

Volevano farmi mettere in coda davanti a Trony alle due di notte in attesa che uscisse il nuovo IPhone.

Volevano che io sapessi ma che non sapessi proprio tutto.

Volevano farmi preoccupare, dubitare di tutto e di tutti.

Volevano mettermi contro gli altri miei pari in modo che

non potessi fidarmi di loro, non potessi consultarmi

e casomai pensare di ribellarmi e di andare contro il sistema imposto.

Volevano farmi diventare stupido ma fortunatamente me ne sono accorto in tempo e non gliel’ho permesso.

2 commenti su “Come volevano farmi diventare stupido (J. Ratini)”

  1. questa è davvero bella.. non sapevo di questo blog.. l’ho scoperto oggi..
    mi piaceva già il tuo modo di scrivere ma, ora, mi piace anche di più 🙂

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