Se sto così male non è per te.

Cioè non è solo per te.

E’ anche per te.

Se sto così male è per me.

Cioè non stai male te.

Sta male me, non te.

Se sto così male non è per te ma è per qualcosa che hai fatto te ma che riguarda me.

Perché se stessi male te, il ticchettio nervoso e intermittente alla palpebra destra lo avresti anche te.

Il reflusso gastro-esofageo  lo sentiresti te o chi per te.

“Li mejo mortacci tua!” me li manderesti tu a me e non viceversa.

Perciò è chiaro che se sto così male non è per te ma è solo per me.

Cioè son solo con me.

Mica con te.

Perché se fossi solo con te, faremmo sicuramente all’amore “incrociato”:

quell’amore acrobatico a incastro che tanto piace a te ma non a me, alla mia schiena e tantomeno alla mia ernia del disco.

Ecco se sto così male, in fondo, è soprattutto a causa di questa fastidiosissima ernia del disco.

Mica per te. Non illuderti. Non farti false speranze.

Tu hai l’ernia del disco?

No! E allora stai zitta, fai più bella figura.

Ma sarò onesto. Se sto così male non è per te, è per una figura.

Giocavamo a Tresette, ricordi?

Ho detto: “Stavolta arriviamo a 100.”

“Ok ma ci giochiamoci la casa!” mi hai fatto.

“Ci sto. E ci metto sopra anche la macchina e il cane” ho aggiunto.

“Perfetto” mi hai detto. “Chi perde va a casa… dei suoi, però.”

“Va bene!” ho risposto “Giochiamo!”.

“Prima metti una firma qui!” mi hai fatto.

“E cos’è?” ti ho chiesto.

“Un contratto!” hai risposto.

“Per dinci!” ho esclamato.

“Sarai mica un codardo?” mi hai fatto.

“Mi starai mica sfidando?” ti ho detto.

“Esatto!”  sogghignando, hai risposto.

“Perfetto!” ho detto, firmando. “Ora iniziamo a giocare però!”

“In bocca al lupo!” mi ha detto.

“Crepi l’aquilotto!” ho risposto.

Io 99, tu 100.

L’ultima mano, di mazzo, tu 5 e una figura, io 5 e due figure.

Una figura e avremmo pareggiato.

99 pari: supplementari.

E invece, lo smacco: un fante di coppe ed ho perso la casa, la macchina e il cane.

Un fante di coppe, un misero e insignificante fante di coppe.

Se sto così male, oggi, sotto questo ponte trasteverino, col sole d’ agosto che fa sudare le pietre anche all’ombra, non illuderti, non ridere, non fare la spavalda perché non è assolutamente per te ma è per un fottuto fante di coppe.

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