Tira la catena e aspetta (J. Ratini)

Ti diranno che le parole contano poco e che l’importante sono i fatti.

Ti diranno troppo o troppo poco e tu dovrai sempre interpretare.

Ti diranno che non sai amare, che pensi solo a te stesso, che sei arido.

Oppure ti diranno che sei geloso, morboso o che controlli tutto… troppo..

Ti diranno che sei immaturo, infantile e che vivi sempre alla giornata.

Ti faranno sentire inadeguato, in colpa, incompleto.

Ti metteranno sempre alla prova, anche quando dormi, quando ti vesti, quando ti pettini.

Ti diranno cosa sei e poi ti diranno cosa non sei.

Ti paragoneranno a qualcuno ai loro occhi migliore di te.

Ma non preoccuparti: troverebbero difetti anche in lui e lo paragonerebbero a qualcun altro migliore, stanne certo.

Ti diranno che non sai ascoltare e anche quando ascolti ti diranno che non puoi capire realmente.

Ti sbatteranno la porta in faccia, il telefono in faccia e quando tu proverai a dirgli, in faccia, la tua verità, sarà troppo tardi: “Avresti dovuto correre qui molto prima. Perché hai fatto passare tutto questo tempo?”.

Non considereranno il fatto che tu possa avere ragione o se inavvertitamente lo faranno, durerà molto poco: l’orgoglio tornerà a tradire.

Non considereranno che le loro parole, i loro gesti ti abbiano potuto in qualche modo ferire; sono troppo ferite per considerarlo.

E se le lascerai, considereranno te e la vostra storia come un fallimento.

Ti dipingeranno come un mostro non capendo che i veri mostri sono dentro di loro ma non riescono a sconfiggerli.

Sarai il loro capro espiatorio.

Sarai la delusione più grande della loro vita.

Sarai l’amore più lacerante e devastante che abbiano vissuto.

Passerai dall’essere una gioia ad essere una disgrazia nel giro di qualche minuto, di qualche ora.

Ti diranno tante cose.

Ti diranno cosa sei e poi ti diranno cosa non sei.

Ti diranno tutto il contrario di tutto.

Tu ascolta con attenzione. Riflettici. Valuta e considera. Tira la catena e aspetta.

Il silenzio, come la notte, è chiarificatore e porta consiglio.

Se pensi che abbiano ragione e che hai esagerato, sbagliato o peccato allora ritorna e chiedi umilmente perdono.

Se ti dovessi minimamente rendere conto che si stanno sbagliando di grosso anche stavolta, che la causa del loro male non sei tu, che il loro lamento è una maschera per avere attenzione, sicurezza o altro, allora non esitare: fermati, respira e poi, con tono deciso, mandale a fare in culo.

 

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