Mogol non l’avrebbe mai fatto (Giulio Rapetti Sì!) [J. Ratini]

Mogol

Intervista fatta a Giulio Rapetti, in arte Mogol, spacciandomi per il giornalista di un settimanale inventato.

 

[Io]: Ciao Giulio!

[Giulio]: Ciao! Per quale giornale scrivi?

[Io]: Per “Domande Surreali ad Autori Reali”.

[Giulio]: Ma che nome è?

[Io]: Di fantasia.

[Giulio]: Esce in edicola?

[Io]: No, solo on line.

[Giulio]: Male, molto male. Hai parlato col mio ufficio stampa?

[Io]: Sì, abbiamo già concordato le domande. Tutto in regola. Sei pronto?

[Giulio]: Mah, non so. Non mi convince troppo ‘sto magazine. Cmq iniziamo.

[Io]: Prima domanda. Ma nella canzone del sole, la mano l’hai fermata tu o la tipa con le calzette rosse?

[Giulio]: Io a lei.

[Io]: E perché?

[Giulio]: Perché respirava troppo piano.

[Io]: E allora ?

[Giulio]: Allora… Sembrava morta, una zombie: mi stava facendo paura. Poi io non ci avrei mai provato con lei.

[Io]: Perché?

[Giulio]: Se mi avesse detto “No!” lo sai per quanto tempo avrebbe riecheggiato il suo eco in quella cantina buia?

[Io]: Capisco.

[Giulio]: Poi avevamo una certa fretta… Sai, le biciclette abbandonate sopra il prato…

[Io]: I ladri intendi?

[Giulio]: Esatto! A lei le rubarono la bici.

[Io]: Ma dai? E a te?

[Giulio]: A me col cavolo. C’avevo messo il bullock sulla ruota dietro.

[Io]: Ma non esisteva il bullock negli anni ‘70?!

[Giulio]: Era un prototipo…

[Io]: Senti, Giulio, ma “il fiore in bocca che può servire (sai)” era una canna?

[Giulio]: Sì, d’erba calabrese.

[Io]: Come “le bombe delle sei” del Venditti?

[Giulio]: Si, ma io scrissi prima.

[Io]: Però lui a “Claudia dalla gambe tese” non fermò la mano?!

[Giulio]: Sì, ma tanto io dopo qualche anno la tipa dalle bionde trecce me la son fatta. E non è stato neanche un granché. Quindi…

[Io]: Giulio… chi è per te il più grande scrittore della storia?

[Giulio]: Io.

[Io]: E il secondo?

[Giulio]: “L’uomo che più lacrime non ha”.

[Io]: E come si chiama?

[Giulio]: Tarcisio Gubassi in arte “L’uomo che più lacrime non ha”.

[Io]: E da quanti anni è che non piange il Gubassi?

[Giulio]: Più di trenta.

[Io]: E come fa senza lacrime?

[Giulio]: Ha una pompetta spara lacrime artificiali nel taschino sempre con se, perché gli fanno tutti quanti questa domanda del cazzo.

[Io]: Come può uno scoglio arginare il mare?

[Giulio]: Non credo possa.

[Io]: E che sensazione hai provato a “planare sopra boschi di braccia tese”?

[Giulio]: A dire il vero è stato scomodo ma mi sono sentito un po’ Hendrix, un po’ Morrison.

[Io]: E dimmi, l’abito della donna, cmq bella, “vestita di fari in città” com’era?

[Giulio]:Molto luminoso. Infatti, poi, l’assunsero all’Enel ed ora è il direttore della centrale idroelettrica di Torrite, nel comune di Castelnuovo Garfagnana.

[Io]: Toglimi una curiosità: ma se “il ventuno del mese i vostri soldi erano già finiti”, come facevate a campare gli ultimi nove o dieci giorni?

[Giulio]: Rubavamo auto allo sfascio e facevamo prostituire, all’occorrenza, la zia Greta.

[Io]: E la tipa a cui non hai più aperto quella sera di “leggera follia” in innocenti evasioni, l’hai più sentita?

[Giulio]: Sì,il giorno dopo.

[Io]: E che le hai detto?

[Giulio]: Che ebbi una colica renale e mi dovettero ricoverare d’urgenza.

[Io]: E c’ha creduto?

[Giulio]: Non credo. Però poi tornò a trovarmi due weekend dopo.

[Io]: Sempre in quella casa?

[Giulio]: Sì!

[Io]: Sei un genio!

[Giulio]: Lo so.

[Io]: Eri fatto d’erba anche quando ordinasti al “salame dai capelli verde rame” di smettere di piangere?

[Giulio]: No, lì era eroina.

[Io]: La storia della “donna per amico”?

[Giulio]: Una cazzata enorme. Mi serviva solo per far rima con “Può darsi che io non sappia cosa dico” e “ ma che disastro io mi maledico”.

[Io]: E “quel gran genio del tuo amico con le mani sporche d’olio” fa ancora il carrozziere?

[Giulio]:  No, ora è in pensione e fa l’addestratore di ippopotami nello Srī Lanka.

[Io]: Ti capita ancora di “prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po’ scortese, sapendo che quel che brucia non son le offese”?

[Giulio]: Spesso! Ma ho meno problemi legali: ora sono iscritto al Fight Club di Terni. Lì è tutto a norma.

[Io]: Quante macchine hai distrutto a furia di “guidare a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire”?

[Giulio]: Diverse. L’ultima, una Jaguar, due settimane fa.

[Io]: E dimmi, è vero che “cancellando con coraggio quella supplica dagli occhi” sei riuscito a “vivere una vita luminosa e più fragrante”?

[Giulio]: Sì! Anche se a volte “il coraggio di vivere, quello, ancora non c’è”.

[Io]: Conservi ancora “la veste dei fantasmi del passato”? E se è così, dove la tieni?

[Giulio]: No. L’ho venduta su eBay spacciandola per la sacra sindone. E comunque la tenevo nascosta in “un magazzino che contiene tante casse, alcune nere alcune gialle alcune rosse”.

[Io]: Ma è vera la storia che “quando lei se ne andò, per esempio, trasformasti la tua casa in un tempio”?

[Giulio]: Un tempio buddhista, per l’esattezza. Organizzo incontri il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 19 alle 21.

[Io]: L’hai più vista Francesca?

[Giulio]: Sì!

[Io]:Era sempre vestita di rosso?

[Giulio]: No, ora veste solo blù… E’ cianotica.

[Io]: E il “bambino che rubava e soltanto nel buio giocava”?

[Giulio]: Mai più visto. Però, da voci di corridoio, so che  si trova a Re Bibbia.

[Io]: E il “sole che trafigge i solai”?

[Giulio]: Lo vedo sempre d’estate, nella mia casa al mare a Ladispoli.

[Io]: Di cosa parlavate “con quel pescatore per ore ed ore”?

[Giulio]: Del più e del meno.

[Io]: Nello specifico?

[Giulio]: Di come facesse la Carrà a stare con quel cofano Iapino.

[Io]: Un ‘ultima domanda, Giulio.

[Giulio]: Prego.

[Io]: Se oggi fossi costretto nuovamente “a vendere tutti i sogni tuoi”, lo faresti ancora “per una lira”?

[Giulio]: No! Lo farei per 50 milioni di euro, più iva, più fattura, più enpals e siae a vita, più una barca di fighe provenienti da tutti i paesi del mondo, con scalo settimanale al porto dietro casa mia, più l’ultimo cd di canzoni inedite di Cristiano Malgioglio.

[Io]: Grazie Giulio. A presto!

[Giulio]: Spero di non rivederti mai più!

 

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