Ascoltavo le parole di Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, sulla pericolosità di raggiungere un successo immediato:
“C’è molta più soddisfazione a durare nel tempo, che fare delle rapine al volo che poi durano solo un’estate”.
Riflettevo…
La popolarità istantanea a cui in tanti aspirano oggi, può essere un’arma a doppio taglio.
Da una parte rappresenta, sicuramente, un’opportunità, immediata e amplificata, che accende una luce su tutto ciò che abbiamo costruito fino a quel momento.
Dall’altra parte, però, se ciò che abbiamo creato fino a quell’istante non è solido, la visibilità durerà il tempo (limitato) di quella singola occasione.
“Intanto dammi l’opportunità di mettermi in mostra ed arrivare ad un pubblico più ampio, e poi ne riparliamo… “, penserà qualcuno di noi.
Ma in un mondo artistico così competitivo e saturo, a volte non c’è una seconda occasione.
“Buona la prima!”, come dicono quelli bravi.
E se la prima opportunità è fine a se stessa o si spegne subito, non porta ad altro che a rammarico, frustrazione e sensi di colpa.
Concentriamoci sul percorso: fare repertorio, creare canzoni che ci rappresentino e parlino di ciò che siamo dal punto di vista artistico, stilistico e umano.
Preoccupiamoci di fare dei concerti dal vivo di qualità e di realizzare contenuti che rimangano impressi nella mente di chi ci ascolta e ci osserva.
Creiamo valore.
E se arriverà l’occasione giusta non sarà solo un lampo o una splendida fiammata ma la punta dell’iceberg del nostro impegno, della nostra tenacia e di tutto il lavoro fatto nel corso del tempo.

