Notte Diversa (J. Ratini)

Notte diversa quella che penetra la mia stanza.

La finestra è il confine tra una notte serena di luglio, fuori

e una notte piovosa d’inverno, dentro…Dentro di me.

 

E’ la notte di un clown

che, per sbarcare il lunario, si appresta a far festa,

in questa notte diversa, in cui sua madre è volata in cielo, si è persa.

Perciò stanotte indosserà il naso, rosso di rabbia,

e porterà avanti il suo show, regalando, ancora, sorrisi di circostanza.

E’ la morte che sconfigge la vita,

in un soffio di fiato, in un duello infinito.

Perché la morte è più forte e la gente lo sa.

Forse è per questo che cerca conforto nell’amore e nella fede:

per non avvilirsi, per non soffrire da sola, per non morire in anticipo.

Notte depressa per una mente diversa che, in solitudine, pensa se avrà mai il coraggio di affrontare la vita e guardare in faccia il mondo.

Perché fuori fa freddo, fa paura ed è immenso.

“Sarò mai pronto?”, si ripete perplesso.

La sua mente è fragile come un guscio d’uovo

e la folla che popola le strade è troppo impegnata a farsi i propri affari

per accorgersi di lui,

La sua mente è il suo male, il suo peggior nemico.

 

Notte intensa per l’artista che ha deciso di utilizzare il pennello in maniera diversa.

stanotte dipinge poesie sui muri del suo appartamento.

Quella che ha appena terminato recita così:

“Sono il foglio bianco su cui puoi scrivere i tuoi pensieri.

Sono la tela su cui puoi tessere i tuoi desideri.

Sono il passato che ti ricorda chi eri.

Sono il futuro, figlio di oggi e padre di ieri.

Sono il tempo che sopra il tuo viso solca i sentieri.

Sono l’istinto che domina gli uomini, le donne e le fiere.”.

 

Notte diversa, trascorsa a cercare del cibo nella dispensa, per chi ha fame bulimica.

Per colui che un tempo era magro come un grissino

ed ora porta solo vestiti creati sulle sue notevoli misure.

Taglie forti, extra large, xxxl.

Fame diversa questa: fame nervosa, vorace, veloce e più intensa.

Fame perché al lavoro va male ed in famiglia va peggio;

fame di tempo da uccidere, fame per solitudine, fame di tutto;

necessità di sfamarsi, solo per l’incessante pulsione di mangiare.

Notte che porterà altro cibo, che porterà altri chili.

 

Notte di note per chi vive di musica

e che, chiuso nella sua stanza, con cuffie e chitarra,

cerca il sound che lo renderà popolare e lo farà ancora sperare, ancora sognare. Stanotte.

Il letto è il suo palco, le pareti della camera sono il suo pubblico,

la bottiglia di birra la sua amica fedele insieme al suo plettro e alle sue corde 0.10.

Un lupo solitario, lui, che vive di emozioni, di accordi e di canzoni.

Un lupo, in questa notte di luna piena.

Solo, ma in compagnia  di questa lunga notte, interminabile, da vivere, scrivere e cantare tutta d’un fiato.

 

E dunque buongiorno notte,  benvenuta, accomodati pure.

Buonanotte!

Buonanotte microfoni accesi!

Buonanotte suonatori!

Buonanotte compagni di voce!

Buonanotte creativi!

Buonanotte cornetti caldi!

Buonanotte bombe alla crema!

Buonanotte tasso alcolico sopra la soglia!

Buonanotte stelle cadenti!

Buonanotte! Vincenti o perdenti che siate.

“Buona la prima!”. Urla il regista in questa notte diversa.

Diversa da ogni altra notte.

Diversa per voi ma anche per me che, come sempre,

rimango a spiare in silenzio la notte, dietro le tende di questa finestra.

Il confine tra due notti diverse: la mia e la vostra.

Buonanotte diversa!

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